Scrivere il cinema

Il film di E. Rohmer intitolato “La collezionista” inizia con un prologo che consiste soltanto in una serie di inquadrature del corpo di una ragazza che passeggia sulla battigia. Le ginocchia, i piedi, il petto, le spalle. Soltanto una giovane e bella ragazza francese in bikini, la sabbia, il mare. E basta. Le parti del corpo di Aideè sono mostrate una dopo l’altra, sono collezionate dalla mossa del regista che con questo stratagemma subito allude alla tendenza della protagonista di questa storia ad accumulare esperienze erotiche per capriccio, con indifferenza alle conseguenze, senza reale partecipazione. Un corpo femminile viene scomposto nei diversi elementi del suo potere conturbante. Sezionato. Questo avvio senza dialoghi o azioni drammatiche ci illustra già qualcosa di significativo del personaggio attraverso il linguaggio del cinema, ossia attraverso una successione ben scandita di stacchi di montaggio. Aideè una catalizzatrice di sguardi e Rohmer ce lo mostra con una sfilata di sguardi. Il cinema ha appunto nella scomposizione e ricomposizione se non la sua essenza uno dei suoi pilastri. 

I / Anche l'occhio vuole le sue parti

Il piano si articola in due fasi:

1. Scomporre, con una analisi minuziosa, alcune opere cinematografiche nelle loro parti: per osservare come funzionano dal punto di vista del linguaggio, della forma, dello stile, e per offrire l'opportunità, a chi lo desideri, di cimentarsi con un testo critico su un film, ricevendo poi dal docente una articolata scheda di commento con consigli e osservazioni;

2. Orientare e stimolare i corsisti a comporre una o più sceneggiature (il gruppo di corsisti sarà diviso in più sottogruppi di lavoro);

Gli obiettivi:
Trasmettere gli strumenti per saper rispondere alla domanda “Perchè un film è bello?” e per “mostrare” tale consapevolezza tramite un testo critico potenzialmente adatto a più fini (recensione per quotidiano o per rivista, contenuto per blog, saggio). Far acquisire conoscenze di base sulle tecniche di sceneggiatura e affrontare la stesura di una sceneggiatura.

II/ Scrivere da un film

Il piano: guidare i corsisti alla creazione di un testo di scrittura narrativa che tragga fondamento da una sequenza di film, e cioè a compiere un esperimento di passaggio dal linguaggio cinematografico al linguaggio della letteratura.

Gli obiettivi:
Far acquisire conoscenze sulle tecniche di sceneggiatura e affrontare la stesura di una sceneggiatura. Esercitarsi nella scrittura di un racconto breve o di un brano lasciandosi ispirare dalla visione, attenta anche ai valori che riguardano il metodo e lo stile cinematografico e non soltanto a quelli narrativi, di una o più scene di film.

Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.
Ingmar Bergman

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Lista indicativa dei registi di cui si guarderanno ed esamineranno scene e inquadrature:

– C. Chaplin
– B. Keaton
– J. Von Sternberg
– E. Lubitsch
– B. Wilder
– W. Wyler
– A. Tarkovskij
– A. Sokurov
– E. Kazan 
– M. Antonioni
– F. Fellini
– M. Scorsese
– J. e E. Coen
– Q. Tarantino
– T. Solondz

– O. Welles
– S. Kubrick
– R. Altman
– S. Peckinpah
– J. Skolimovski
– L. Bunuel
– A. Hitchcock
– J. Ford
– J. Ozu
– S. Imamura
– A. Kurosawa
– T. Kitano
– A. Pietrangeli
– J. Cassavetes
– J. P. Melville

– W. Allen
– B. Tarr
– L. Von Trier
– G. Van Sant
– J. Audiard
– F. Truffaut
– W. Herzog
– I. Bergman
– M. Mann
– A. Resnais
– A. Desplechin
– M. Ade
– K. Bigelow
– A. Varda
– M. Pialat

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